Il miglioramento riguarda in particolare il turismo internazionale, che continua a rafforzare il peso dell’Italia nel panorama globale dei viaggi. Gli ospiti stranieri hanno registrato un incremento del 4,1%, mentre la componente domestica ha segnato una lieve contrazione dello 0,1%. A questa dinamica si aggiunge un altro elemento rilevante per l’economia del settore: la permanenza media dei visitatori si è allungata, passando da 3,3 notti nel 2024 a 3,5 notti nel 2025.
I dati, presentati nel corso dell’assemblea annuale di Confindustria Alberghi presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro a Roma, delineano un contesto favorevole per l’avvio del 2026, sostenuto da eventi internazionali e da una domanda estera che continua a mostrare un forte interesse verso le destinazioni italiane.
Andamento del turismo in Italia nel 2025
Nel quadro complessivo della domanda turistica, l’Italia ha consolidato il proprio ruolo tra le destinazioni più frequentate d’Europa grazie a una combinazione di fattori che comprende patrimonio culturale, varietà paesaggistica e qualità dell’offerta ricettiva.
Il dato delle 476 milioni di presenze registrate nelle strutture ufficiali rappresenta soltanto una parte del fenomeno. Considerando anche il segmento delle abitazioni private e dell’ospitalità non registrata nei canali tradizionali, le presenze complessive stimate nel 2025 raggiungono quasi 891 milioni, con un impatto economico stimato in 108,8 miliardi di euro.
Questa cifra include l’intero sistema di spesa attivato dal turismo sul territorio, che comprende:
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alloggio
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ristorazione
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trasporti locali
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attività culturali e ricreative
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acquisti e shopping
Il contributo economico del turismo non si limita quindi alla filiera dell’ospitalità, ma coinvolge un insieme molto più ampio di attività economiche locali.
L’analisi delle presenze evidenzia anche una crescita della componente internazionale, che rappresenta ormai il 48% dei flussi turistici complessivi. Nel 2025 i visitatori stranieri hanno generato circa 431 milioni di presenze, con un aumento dello 0,6% rispetto al 2024 e del 4,4% rispetto al 2023.
Crescita dei turisti stranieri e impatto economico
All’interno delle dinamiche turistiche italiane, il ruolo della domanda internazionale appare sempre più determinante sia in termini quantitativi sia sotto il profilo della spesa generata sui territori.
La spesa dei visitatori stranieri nel 2025 ha raggiunto circa 57 miliardi di euro, segnando un incremento del 5,6% rispetto all’anno precedente. Considerando l’insieme delle attività svolte durante il soggiorno, le stime indicano 60 miliardi di euro di spesa turistica complessiva sul luogo di vacanza, con una crescita del 3% rispetto al 2024 e addirittura del 34% rispetto al 2023.
L’analisi dei comportamenti di consumo mostra una distribuzione abbastanza equilibrata delle spese. In media, il turista internazionale lascia sul territorio:
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72 euro al giorno per l’alloggio
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105 euro per altre spese, tra ristorazione, shopping e attività culturali
Questi dati suggeriscono una trasformazione del turismo verso esperienze più articolate, nelle quali il soggiorno diventa un’occasione per esplorare il territorio attraverso attività culturali, gastronomiche e ricreative.
Dal punto di vista dei mercati di provenienza, l’indagine realizzata da ISNART per Unioncamere ed ENIT indica una crescita significativa dei visitatori provenienti da Germania, Francia e Svizzera, paesi storicamente legati alle destinazioni italiane ma che continuano a rappresentare una quota importante dei flussi turistici europei.
Il ruolo dei grandi eventi nel turismo 2026
All’interno delle prospettive di crescita per il turismo italiano, i grandi eventi internazionali rappresentano uno dei principali fattori di attrazione e di visibilità per il Paese.
Tra il 2025 e il 2026 due appuntamenti di rilievo hanno avuto un impatto diretto sui flussi turistici: il Giubileo e le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Nel caso del Giubileo, l’effetto sul turismo religioso e culturale ha riguardato in primo luogo il Lazio, dove circa il 50% degli operatori turistici ha segnalato un aumento significativo della domanda. L’influenza dell’evento si è estesa anche alle regioni limitrofe, in particolare Marche e Umbria, dove circa il 30% degli operatori ha dichiarato risultati positivi legati al flusso di visitatori diretti a Roma.
Un fenomeno analogo riguarda le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, per le quali le prime stime indicano un livello di occupazione delle camere compreso tra il 70% e l’85% nel mese di febbraio, accompagnato da prenotazioni anticipate attorno al 60% per i mesi successivi.
Gli effetti economici dei grandi eventi non si limitano alla durata della manifestazione. Le destinazioni ospitanti registrano spesso una coda lunga di visibilità internazionale, che contribuisce ad aumentare la notorietà delle località coinvolte e a rafforzarne l’immagine turistica nel medio periodo.
Secondo le indagini realizzate tra le imprese del settore, circa il 40% delle strutture ricettive coinvolte dalle Olimpiadi ha già rilevato un aumento della visibilità del proprio brand, con benefici potenziali in termini di promozione territoriale.
Occupazione delle strutture ricettive e prospettive per il 2026
Nel passaggio tra il 2025 e il 2026 emerge un quadro di continuità positiva per l’industria dell’ospitalità italiana. Durante l’anno appena concluso le strutture ricettive hanno registrato un tasso medio di occupazione di almeno 6 camere su 10, segnale di una domanda stabile lungo l’intero arco dell’anno.
Le prime rilevazioni relative al 2026 indicano un andamento incoraggiante anche per i mesi invernali e primaverili. Tra gennaio e aprile il tasso di riempimento medio delle strutture ricettive si avvicina al 50%, una percentuale significativa se si considera la stagionalità che caratterizza molte destinazioni italiane.
La combinazione tra turismo culturale, eventi internazionali e domanda estera contribuisce a ridurre la concentrazione dei flussi nei soli mesi estivi, favorendo una distribuzione più equilibrata delle presenze nel corso dell’anno.
Questa evoluzione offre nuove opportunità per le imprese turistiche, che possono pianificare strategie di investimento orientate alla destagionalizzazione dell’offerta, allo sviluppo di esperienze tematiche e alla valorizzazione dei territori meno saturi dal punto di vista turistico.
All’interno di questo scenario, il turismo continua a rappresentare uno dei principali motori dell’economia italiana, capace di attivare valore economico, occupazione e sviluppo locale attraverso una rete diffusa di imprese e servizi collegati all’accoglienza.